24 luglio 2010
Quanto tempo.
Quante novità.
Ogni tanto sembra voglia nevicare, e cade una pioggia spessa e leggera che tranquillizza le strade.
Le giostre alla Grand Place, dopo un mese, sono andate via e ora c’è un grande albero di Natale e delle casette per i mercatini. Le vie sono illuminate, i negozi addobbati e Cecile ha messo le lucine in giardino.

Via Flickr.
Ho avuto modo di sfogliare Abitare di novembre, “Being Renzo Piano”.
Tre concetti:
p.52 “Anche perchè io non sono capace di immaginarmi una cosa senza pensare a come costruirla. [...] Ciascuno ha il suo metodo. Io sostanzialmente inizio con le dita della mano, il che forse giustifica la semplicità di certe mie scelte.”
p.54 “Non sta a me dirlo. Ma c’è un altro modo, più prosaico, per intendere l’idea di leggerezza, che ha a che vedere con il liberarsi del superfluo.”
p.56 “E’ un mestiere nobile, complesso, in cui convergono dimensioni che hanno a che fare con l’arte, l’illusione, le forme, l’espressione, e tutte si coniugano con l’idea folle di cambiare il mondo, perchè alla fine quello che noi facciamo resta e vive nel tempo, come le montagne, i fiumi, le foreste e, appunto, le città.”
Domani arriva Stephanie, andremo a Rotterdam e poi ad Amsterdam per qualche giorno.
L’atelier procede con freccine in su e tra poco ci sarà la pre-giury.
E ora lo dico qua, a tutti e a nessuno: a luglio diventerò zio.
Zio Nanni.
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